Patriziato


Presidente:            Antonello Airaghi                       

Vice Presidente:   Antonello Campana

Membro:                Romano Delprete

Segretario:            Marco Morandi

 

Territorio


Il Patriziato è proprietario di 188 ettari (su 197 totali) di boschi circostanti il paese e di tre baite site all’Alpe di Monte, ad un altitudine di circa 1’000 msm.


Un recente studio effettuato dalla Sezione forestale ha evidenziato che ben 95 ettari dei boschi astanesi sono definiti come “bosco con particolare funzione protettiva” e 12 ettari come “bosco di svago”. I restanti potrebbero essere definiti come aree di produzione ma la difficile accessibilità (spesso sarebbe necessario l’elicottero) renderebbero il legname troppo costoso e poco interessante alla vendita. Il mantenimento del bosco diventa quindi particolarmente difficoltoso.


1 ha (ettaro) = 10'000 m2

1 km2 = 100 ha



Storia


Il patriziato è una collettività di diritto pubblico i cui membri possiedono la medesima attinenza di una località.

Il patriziato amministra in genere i propri beni (beni patriziali) ed in Ticino trae origine dall’antica “vicinanza”.


Gli inizi del comune moderno risalgono alla Repubblica Elvetica. La creazione della cittadinanza svizzera uguale per tutti fu causa di conflitti, poichè gli abitanti agiati di città e villaggi non volevano spartire i propri diritti su boschi, terreni ed altri beni comuni con i “nuovi cittadini”, divenuti anch’essi titolari dell’attinenza comunale, ma in genere più poveri.

La soluzione di compromesso adottata nella legislazione svizzera fu di lasciar esercitare i diritti politici all’insieme dei cittadini domiciliati, mentre l’utilizzo dei beni territoriali era riservato agli attinenti locali di antica data (i patrizi) riunti appunto nel comune patriziale (o patriziato).

Questo è in vigore ancora oggi.


Nei rapporti fra comune patriziale e comune politico hanno svolto un ruolo importante i beni comuni. Ad amministrarli provvedeva il patriziato, mentre il comune politico dipendeva da quest’ultimo.

La piena automoia del comune politico si ebbe soltanto con la suddivisione del patrimonio collettivo in beni puramente patriziale ed altri di pubblicà utilità.


La Costituzione federale del 1874 concesse infine i diritti politici a tutti i cittadini svizzeri domiciliati, sia a livello comunale che cantonale, sottraendo così al patriziato la sua funzione di corpo elettorale.


Nelle città l’evoluzione demografica risusse sempre di più la quota di patrizi rispetto alla popolazione totale, cosicché il patriziato perse con il tempo gran parte della sua importanza.


L’istituzione in quanto tale però non fu mai messa in discussione.



(tratto dal "Dizionario Storico della Svizzera" www.hls-dhs-dss.ch/index.php)